Il Laboratorio Spagirico Alchemico

Prima di tutto occorre predisporre un laboratorio alchemico e spagirico. Per cominciare si avrà bisogno di un luogo ben ventilato ed illuminato per il nostro lavoro. Generalmente, in un appartamento non è così facile ottenere ciò.

E’ importante che tutti i materiali e gli utensili siano fuori dalla portata di bambini, non solo per il pericolo causato dalla rottura accidentale di un vaso di vetro, ma anche per un eventuale contatto con sostanze tossiche. Occorre sempre etichettare i contenitori di prodotti chimici in modo da identificare il loro contenuto ed evitare confusioni.

Si avrà bisogno di un tavolo o di un banco da lavoro. E’ preferibile di legno con una copertura di fòrmica, e occorrerà qualche contenitore in cui stipare i materiali. Infine bisognerà installare una presa elettrica vicino al tavolo.

La prima cosa di cui ci dovremo preoccupare sarà di procurarci una o più finti di calore. Senza il fuoco non vi sarà nessuna trasformazione della materia. Il fuoco è lo spirito trasformatore dell’Alchimia.

Tradizionalmente, i Saggi utilizzavano quasi esclusivamente il carbone come fonte di energia termica. Non esiste oggigiorno una forma di energia più adatta e facile da regolare. Immaginate che inconveniente sarebbe se nelle vostre case ci fosse una stufa a carbone perennemente accesa.

Ireneo Filalete, nel suo libro "L’entrata Aperta al Palazzo Chiuso del Re", descrive con grande dettaglio la costruzione di una stufa o Athanor alimentata a carbone.

Siccome lavorare con il carbone non è propriamente pratico, molti artisti hanno optato per il gas, che è un elemento naturale estratto dalla terra. E’ più pratico, pulito e facilmente regolabile.

Un’altra fonte di calore, molto utilizzata, è l’energia elettrica. C’è una grande controversia relativamente all’uso della corrente elettrica nelle operazioni alchemiche. Alcuni affermano che è un’energia artificiale e che i risultati possono essere influenzati e alterati da essa.

Non siamo della stessa opinione. E’ vero che l’energia elettrica applicata ad una resistenza metallica provoca un campo elettromagnetico che, probabilmente, avrà un’influenza nelle reazioni chimiche, ma non vi è certezza che alteri o danneggi il prodotto finale.

D’altro canto è noto che l’energia elettrica, anche se prodotta artificialmente, proviene da fenomeni naturali. La corrente della dinamo produce il campo magnetico di un generatore, questa corrente è generata dalla rotazione meccanica e dal residuo magnetismo naturale dei poli dello statore.

La nostra opinione quindi, è che l’energia elettrica ha la sua origine nei fenomeni naturali, e non non recherà danno, perché è un metallo incandescente a produrre il calore.

L’elettricità offre un grande vantaggio rispetto ad altre risorse di energia. La temperatura può essere regolata con grande precisione e le stufe sono generalmente piccole e più leggere delle stufe e forni a gas.

Inoltre, l’elettricità può essere collegata in modo permanente senza il pericolo di finire il gas, o che il calore si affievolisca per qualche ragione. Il gas che brucia potrebbe causare un’esplosione con conseguenze fatali. Per alcune operazioni, comunque, un piccolo fornelletto da campeggio a gas e un bagno di sabbia sarà sufficiente.

Il fornelletto da campeggio può inoltre essere usato come una piccola stufa portatile con uno o due fornelli, alimentato da una bombola di gas butano o propano. Comunque, nelle distillazioni, digestioni e circolazioni, noi raccomandiamo un forno elettrico, semplice da installare, più pulito e soprattutto tale da essere collegato per un lungo periodo.

Ci sono digestioni e circolazioni che richiedono una settimana o più per realizzarsi, ed il forno dovrà essere collegato per tutto il tempo. Ovviamente potrebbe comunque mancare la corrente e l’operazione sarebbe interrotta.

Sarebbe una cosa seria, particolarmente seria nel Terzo Lavoro della via alchemica, perché il lavoro sarebbe irrimediabilmente perduto. Comunque, nella maggioranza dei casi, non ha molta importanza, perché l’operazione interrotta può riprendere appena torna la corrente. Comunque, la mancanza di corrente elettrica non è una cosa frequente.

Più avanti spiegheremo come si fabbricano diversi forni elettrici, iniziando da materiali semplici da reperire. E’ evidente che ci sono casi in cui si dovrà usare esclusivamente forni a gas propano/butano. E’ così nel caso della Via Secca. In questo caso, la temperatura del forno dovrà raggiungere circa un migliaio di gradi per operare, e il forno dovrà essere installato all’esterno, in un luogo appropriato.

Rubellus Petrinus