Chi è Rubellus Petrinus?

Rubellus Petrinus (la pietra rossa) è lo pseudonimo di un'alchimista portoghese.

Sono nato a Bragança, una città a Nord-est nel Portogallo, ad alcuni chilometri dalla frontiera spagnola, il 25 marzo 1931. All'età di 18 anni, dopo avere terminato un periodo formativo in campo industriale, sono partito per l' Angola, nel 1951.

Con una spiccata tendenza per l'elettronica sono stato uno dei primi radioamatori dell'Angola e la mia sigla era CR6CW, quest' hobby mi permetteva di entrare in contatto praticamente con chiunque sulla terra. Successivamente, ho seguito una carriera professionale come tecnico elettronico nei servizi delle telecomunicazioni governative dove, considerando la mia attitudine particolare e la mia vasta conoscenza, mi sono specializzato nelle telecomunicazioni per fasce hertziane (UHF e SHF). Quando ho terminato questa attività mi sono trovato gerarchicamente in una posizione elevata in quel servizio.

Un grande interesse circa la problematica della caccia e fotografia ai sommergibili, mi ha permesso di far parte di un gruppo dedicato a questa attività all’interno del quale vi erano appassionati di "scienze occulte" ed in particolare della parapsicologia e dei temi a questa annessi.

Un giorno un amico mi ha prestato un libro che ha cambiato completamente le mie occupazioni. Si trattava de "Il Mattino dei Maghi" di Giacomo Bergier e Louis Pauwels.

La lettura di questo libro ha risvegliato in me una curiosità indescrivibile, sebbene fossi già notevolmente entusiasta per le "scienze occulte". Purtroppo l'ambiente naturale in cui mi trovavo non era favorevole allo sviluppo dello studio dell'alchimia, a cui si riferivano gli autori del libro.

L'Africa si trova a migliaia di chilometri dai gruppi che esistevano in Europa ed in quell' epoca non esisteva ancora Internet.

Riuscii a procurarmi il testo "Il Mistero delle Cattedrali" di Fulcanelli. La lettura di questo libro mi getto’ nella confusione più totale, non solo per la difficolta' del testo, ma perche’ risulta praticamente incomprensibile a coloro che sono estranei a tali insegnamenti.

In seguito sono riuscito ad avere l'altra opera di Fulcanelli in due volumi "Le Dimore Filosofali". Se trovavo il primo libro confuso, il secondo, per me, non era da meno, con l'ulteriore difficolta' che non avevo nessuno per aiutarmi.

Tuttavia, in seguito alla decolonizzazione e considerando le circostanze, sono tornato in Portogallo e mi sono installato a Queluz, una città vicino a Lisbona.

A Lisbona sono entrato in contatto con altri gruppi dedicati alle "scienze occulte" ed allo stesso tempo, grazie alle mie conoscenze, derivanti dal mio lavoro di tecnico delle telecomunicazioni, ho realizzato apparecchiature elettroniche utilizzabili dalle medicine alternative, come l'agopuntura, il biofeedback e la fotografia Kirlian.

Ho sempre continuato con entusiasmo le mie ricerche sull'alchimia acquistando le opere degli alchimisti più conosciuti e quelli citati da Fulcanelli nei suoi libr. Sono stati pubblicati in Portogallo poi ed in Spagna Il Mistero delle Cattedrali (sotto il titolo: O Mistério das Catedrais ed As Mansões Filosofais) ed (sotto il titolo: Las Moradas Filosofales), circostanza che mi ha permesso di comprendere meglio Fulcanelli, perché l'apprendimento della lingua francese non e' stato facile. Ugualmente, per la lettura dei migliori testi alchemici, non ho potuto sollevare mai completamente il velo allegorico; e' gia' un buon risultato che mi sia riuscito ad avere un'idea approssimata di alcune operazioni grazie alla conoscenza di alcune pratiche chimiche (spagiria) apprese con lo studio dei libri di Lémery e di Glaser.

In seguito ho incontrato un piccolo gruppo di persone con interesse dedicato allo studio dell' Alchimia con cui ho potuto scambiare le mie impressioni ed anche tentare le mie prime esperienze.

Uno degli elementi del gruppo venuto a conoscenza della filiazione Solazaref, in Francia, dove si era gia' recato qualche volta precedentemente e dopo aver contattato le persone interessate, organizzo' presso questa un soggiorno di studio, della durata di una settimana. Solo dopo questo viaggio che ho compreso cosa realmente sia l'Alchimia e quali siano le vie da percorrere, come la via secca e la spagiria (a proposito delle quali è stato scritto tanto). In tale occasione ho compreso le reali motivazioni per cui si dice che senza l'aiuto di un Maestro, o della mano caritatevole di un fratello (di un amico), non è possibile apprendere l'alchimia.

Di ritorno in Portogallo il gruppo si ridusse a tre persone che lavorarono insieme, guidate dagli insegnamenti di Solazaref.

Ho avuto anche l’opportunita’ di leggere il libro "Le Colombe di Diana" di un'alchimista spagnolo il cui pseudonimo è Simón H. Poiche' avevo già una vasta conoscenza dell'alchimia, grazie alla filiazione, la lettura di questo libro e della via che è descritta sembrava interessante e pertanto il gruppo era curioso di stabilire un contatto con questo alchimista.

Grazie al suo editore riuscii a contattarlo; ne risultò uno scambio di lettere nella quali l'autore negò sempre di dare la minima spiegazione sul suo lavoro, pur sapendo che il nostro piccolo gruppo di alchimisti aveva una conoscenza uguale alla sua o, forse, più avanzata.

Di conseguenza, non esistevano altre soluzioni che il viaggio in Spagna per incontrarlo personalmente. E' stato cosi' che ho conosciuto altri alchimisti spagnoli con cui mantengo ancora oggi rapporti amichevoli. Per circa un anno mi sono recato numerose volte a Fraga, un piccolo villaggio vicino a Lérida, per assistere alla riunione degli alunni del sedicente adepto.

Col passare del tempo, considerando la mia esperienza in quanto a pratica in laboratorio, ho concluso che seguire gli insegnamenti di Simón H. ed il suo "lavoro" era una perdita di tempo e di denaro per noi. Ma in effetti non ho perso nulla, perché ho guadagnato amici e fratelli dell'arte.

Sono poi venuto a conoscenza di un libro molto interessante "Apocalisse Rivelazioni Alchemiche" di Jean di Clairefontaine. Ho scritto all'editore con lo scopo di contattare l'autore e di avere alcune delucidazioni a proposito della via del grande Maestro Kamala-Jnana, descritta nel testo.

Un'alchimista legato al Collegio Al-kimia che è "il cerchio interiore dei Fratelli Maggiori della Rosa + Croce" in Francia, mi ha risposto informandomi che l'autore era morto, ma che poteva aiutarmi.

In seguito ho contattato Roger Caro, a proposito della via di Kamala-Jnana, senza il quale avrei potuto aspettare molto tempo prima di avere il minimo risultato.

Dopo un anno di corrispondenza con questi alchimisti francesi, questi sono stati invitati a rendere visita al nostro gruppo in Portogallo, dove avrebbero potuto dimostrare il processo descritto nelle loro lettere, ma dopo aver parlato con loro ho concluso che questi alchimisti non erano al livello delle conoscenze del nostro gruppo, principalmente nelle altre vie alchemiche e spagiriche.

Nella via secca, lavorando col gruppo costituito dai tre alchimisti di cui uno, il nostro istruttore e' stato discepolo diretto di Solazaref, sono arrivato alle Aquile (nella via secca dell'antimonio) ed ho tentato molte volte in altre vie umide, come la via di Kamala-Jnana, ma senza risultati che mi permettano di concludere il lavoro.

In ambito spagirico ho tentato un po' di tutto, dalla spagiria vegetale alla spagiria metallica e minerale; tra questi lavori si trova il segreto misterioso della "Prima essenza" (Primo Ens) e la "volatilizzazione del sale" che pochi alchimisti conoscono, e che ho insegnato ad alcuni.

Grazie ad una conoscenza teorica e pratica, acquisite durante un periodo di circa 30 anni di lavoro, ho acquistato la base necessaria per comprendere il "modus operandi" delle vie descritte nei migliori libri degli alchimisti classici, come Ireneo Filalete, Flamel, Basilio Valentino, Alberto Magno, Raimondo Lullo e di altri moderni come Fulcanelli, Kamala-Jnana e Canseliet.

Questo mi ha permesso di scrivere il libro: La Grande Opera Alchemica (anche disponibile in portoghese, spagnolo ed in francese) e Spagiria Alchemica, che sarà pubblicato anche tra breve.

Ma come Fulcanelli, Canseliet ed altri, non ho purtroppo ancora potuto finire con successo La Grande Opera.

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